- la palese ed insistita ricerca di un figlio, da parte della giovanissima coppia. La ragazza, presumibilmente con il pieno appoggio del fidanzato, si oppone alla richiesta di abortire avanzata dai propri genitori. Vuole questo figlio. Subito dopo il parto il neonato le viene sottratto (è comunque una minorenne) e dato in adozione. Lei rimane immediatamente di nuovo incinta e, ammaestrata dalla precedente esperienza, adotta alcune precauzioni che denotano, oltre alla decisione della coppietta, anche una profonda conoscenza e capacità d'uso) di alcuni meccanismi mediatici.
- la mediatizzazione della seconda gravidanza: di fronte alla richiesta di abortire avanzata nuovamente dai genitori, la ragazza fugge di casa (rifugiandosi da quelli che considera a tutti gli effetti i suoceri), si rivolge ad un avvocato che difenda lei ed il nascituro, e rilascia alla stampa alcune efficaci dichiarazioni: i genitori (di lei) si oppongono alla sua storia d'amore non per la giovane età ma perchè "il ragazzo è albanese"; lei "crede in Dio"; lei "è contraria all'aborto" (n.b. non alla prospettiva di essere spinta ad abortire, ma proprio contraria in generale all'idea dell'interruzione di gravidanza come pratica); noi due non sopporteremmo una seconda sottrazione di un un figlio. (E' inutile che richiami l'attenzione del lettore avveduto sulla forza irresistibile di questi argomenti, oggi, in Italia)
- la netta divisione dei ruoli: chi comunica con i media è esclusivamente la ragazza (giovanissima, incinta, italiana); il ragazzo (21 anni, albanese, quindi a rischio su più piani) tace sempre. Filtra comunque la notizia che il giovane ha, e non da ora, un lavoro stabile, a tempo indeterminato e quindi è in grado di provvedere alla famigliola (non è un perdigiorno insomma ed il datore di lavoro incassa un lauto dividendo potendo vantare alla proprie dipendenze il protagonista di una storia così romantica).
- il crescendo: su questo efficace sfondo, che ha avuto la debita risonanza sui media nazional/popolari, si innesta la dichiarazione finale, ed unica, dei genitori di lui: siamo più che disposti ad accogliere ed assistere la coppietta ed il/la nipotino/a.
I genitori di lei capitolano (a questo punto non avrebbero potuto far altro): è la vittoria del coraggio, dell'amore, dell'integrazione, dell'accoglienza, del messaggio evangelico sul pregiudizio razzista ed abortista.
Piccola nota a margine: nessun giudice iscrive, ne' iscriverà, nel registro degli indagati il giovane ventunenne per avere avuto rapporti sessuali con una minorenne (tecnicamente - ma solo tecnicamente, è un reato, ma la tecnica non è tutto; lo dico da padre di un ventenne che molto probabilmente è incorso - in una certa fascia di età è quasi inevitabile - nello stesso tipo di "reato" [che preferisco chiamare "vita"]. E poi, e poi...se vado indietro, ma tanto indietro, ai miei vent'anni, mi accorgo di essermi macchiato dello stesso nefando crimine. Sarà bene che mi autodenunci...). Alla prossima.
I genitori vogliono che abortisca Ma lei, 15 anni, va dall'avvocato - cronaca - Repubblica.it


1 commento:
Credevo che avere rapporti sessuali con un minorenne fosse reato. In questo caso, non solo minorenne, ma anche minorata: a quindici anni già due figli, di cui uno dato in adozione, mi sa anzitutto di scemenza, di miseria psichica. Magari a qualcuno interessa del nascituro? in quale famiglia nasce? Lo daranno in adozione o se lo tirano su i nonni? Nell'Italia del Grande Fratello si può tutto, e peggio è, più piace.
Il lessicografo
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