Riprendo oggi una notizia già apparsa nei giorni scorsi, invitando i miei 3 fedeli lettori a dare un'occhiata ai commenti all'articolo, nei quali - provenienti da un'area a predominanza protestante - viene spesso evidenziata, come ovvia, una sorta di connessione tra mafia e chiesa cattolica, anzi, tra mafia e clericalismo cattolico, quasi che il cattolicesimo (controriformista) fosse come naturalmente destinato ad esiti clericali e bassamente compromissori.
Per comprendere questa ovvietà, converrà forse rammentare ciò che scriveva Gaetano Salvemini nel 1947:
“Un clericale non arriverà mai a capire la distinzione fra peccato, quello che lui crede peccato, e delitto, quello che la legge secolare ha il compito di condannare come delitto. Il clericale punisce il peccato come fosse delitto e perdona il delitto come se fosse peccato. Perciò è necessario tener lontano i clericali dai governi dei paesi civili” [1]
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[1] Ernesto Rossi - Gaetano Salvemini "Dall'esilio alla Repubblica. Lettere 1944 - 1957" (a cura di Mimmo Franzinelli) Bollati-Boringhieri, Torino 2004 pp. LVI - 994



1 commento:
Se la metti così, presumo di potermi pregiare di essere uno dei tre...
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