lunedì 5 gennaio 2009

Facebook rifiuta di censurare i gruppi di sostegno a Riina

Ho ricevuto nei giorni scorsi l'invito ad aderire alla campagna tesa ad espellere da Facebook chi inneggia a Riina e Provenzano. Non ho aderito, in quanto sono contrario ad iniziative censorie, anche se ab origine moralmente condivisibili, perchè aprono una porta che sarà difficile poi richiudere: e se un domani a qualcuno venisse in mente di censurare i miei scritti, trovandoli inappropriati, o moralmente riprovevoli?
Quindi, inviterei a distinguere tra dichiarazioni "penose" e "penalmente rilevanti". Ciò che è unicamente penoso e/o disgustoso non deve essere censurato, per quanto, appunto, ciò penoso possa essere.
Per quanto invece appare "penalmente rilevante" esiste la magistratura, con i suoi bracci aperativi: polizia giudiziaria e polizia postale, che è allo stato dei fatti l'unico potere legittimato a vigilare sull'applicazione della legge, e ad emettere e far applicare sentenze.
Invito quindi i tanti (24.000?) che hanno aderito all'appello a denunciare nella legittima sede - assumendosene la responsabilità - quanto abbiano eventualmente individuato come reato, astenendosi dall'invocare genericamente una "buona" censura.


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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ben detto, squiliber. Approvo in pieno, Speriamo che il prossimo passo non sia un codice di autoregolamentazione.

Anonimo ha detto...

Ti ringrazio, un po' di solidarietà fa bene, sopratutto quando mi trovo ad esprimere opinioni non molto popolari, come puoi vedere dalla valanga di acritiche adesioni ad un'iniziativa che - seppur mossa da nobilissimi intenti - trovo assai rischiosa.

Anonimo ha detto...

Rispetto il tuo punto di vista e apprezzo il tuo ragionamento che, sul piano logico, non fa una grinza.
Come sai, io ho aderito ai diversi gruppi che vorrebbero buttar fuori la mafia da facebook. Ho dato un'occhiata alle pagine "incriminate" e non mi sembra esprimano "opinioni" che, per quanto non condivisibili, debbano essere rispettate in nome del principio della libertà di espressione. Sono pagine "penose" sicuramente, forse non rilevanti penalmente. Ma inneggiano a Riina e Provenzano, perciò le reputo offensive. Se è vero che la mafia parla in codice, la proliferazione di certe pagine in facebook potrebbe essere un segnale inquietante. Preferisco censurare la mafia, anzichè essere dalla mafia censurata.
Un saluto.

squiliber ha detto...

E'proprio questo il punto: l'idea che qualcuno possa chiedere (ed ottenere) di censurare le "mie" pagine , trovandole offensive, mi preoccupa un po'. Preferisco affidarmi perciò alla Costituzione e al giudice terzo che questa prevede. Sapessi quante volte inghiotto amaro leggendo le turpitudini che mi tocca leggere, ma sarei disposto a morire pur di garantire a chi le scrive il diritto di scriverle, perchè questa è la garanzia della mia (e della tua) libertà. E poi, sono dell'idea che la criminalità organizzata si combatta politicamente, e non con la censura. Comunque la Procura ha aperto un fascicolo; vedremo...
Buonanotte, cara amica.

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