Così scrive Gaetano Saya nel numero di febbraio 2009 de: www.gaetanosaya.org (grassetto mio). Temo di poter essere facilmente classificato - nella mente del Nostro - come sovversivo; e da sovversivo a criminale, come abbiamo letto, il passo appare pericolosamente breve. Queste sono le considerazioni che passano per la mente del sottoscritto mentre, ascoltando "Dedicated to Connie" (1960, Atlantic Jazz 87763-2) del Modern Jazz Quartet (un quartetto di sporchi negri, ospitato a suo tempo al Regio di Torino, a conferma dell'abisso in cui è precipitata la Nazione) legge l' abstract de "Nella mente delle Ronde" nel numero 57 - Settembre 2009, di "Mente & Cervello":
[...] Così scrive sul suo sito Internet Gaetano Saya, ispiratore politico della Guardia nazionale italiana, le cosiddette «ronde nere». Un'organizzazione che dal 2 luglio scorso, con la conversione in Legge del Decreto sicurezza, ha le carte in regola per diventare una Onlus, operativa sull'intero territorio nazionale con compiti di Protezione Civile. Una realtà cui hanno aderito oltre 2000 persone, psicologicamente «improntata al dominio e orientata alla violenza», afferma la «perizia» che ne ha fatto il criminologo Adolfo Ceretti. Una realtà che rischia di dare il via a un'escalation di scontri tra «comunità», ciascuna con una sua idea di sicurezza.
Gli aderenti alla GNI provengono in gran parte dalle forze dell'ordine e dall'esercito. Indossano una camicia grigia, con cinturone e spallacci neri, cravatta nera, pantaloni grigi con banda laterale nera, basco grigio con il simbolo dell'organizzazione, l'aquila imperiale. Al braccio portano una fascia nera con la «ruota solare» (si veda il box a p. 30), e il loro equipaggiamento prevede elmetto, anfibi neri, guanti di pelle e una torcia elettrica: una torcia particolare, grossa, di metallo nero. Sono determinati a «ripulire l'Italia dal marcio che vi si annida». Giurano «fedeltà e obbedienza» al «Capo», per difendere la «grande Nazione italiana», anche a costo del «proprio sangue» e «della morte».



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