Il nostro governo costituisce un serio problema per le libertà civili e l'ordine democratico del nostro paese. E come si è avuto modo di toccare con mano in questi giorni, esso costituisce un serio problema per l'Europa e i fondamenti di libertà sui quali è nata e si fonda l'Unione Europea. L'hubrys dominandi sembra rendere il nostro premier incapace perfino di comprendere il senso del limite e della limitazione. Il fatto preoccupante è che nessun contenimento tradizionale del potere sembra efficace abbastanza. La ragione di questa inefficacia non sta nelle strategie costituzionali, che sono chiare e ottime, ma in un fattore che è culturale e per questo difficile da modificare o contenere. Per dirla in parole povere, i [...]
[...] portare il caso italiano davanti al parlamento europeo propone Gianni Vattimo, ma si dovrebbe anche aggiungere, rivolgersi direttamente alla Corte Europea dei Diritti; in fine, mettere in moto tutti gli strumenti dei quali l'opinione politica libera può disporre, e visto che non pare facile strappare il bavaglio imposto dalle televisioni nazionali, occorrerebbe attivare una rete di controinformazione tramite il web, i giornali, le associazioni della società civile, i movimenti. Ci troviamo in una condizione di emergenza e di eccezionale rischio. è la nostra dignità di cittadini che deve essere riscattata da questo clima di docilità e servizievole sudditanza. Ed è la nostra Costituzione scritta che ci legittima a fare quello che dobbiamo per difenderla.
Concordo in larga misura con Nadia Urbinati, autrice dell'articolo. Temo, però, che l'appello ad attivare una rete di controinformazione "tramite il web, i giornali, le associazioni della società civile, i movimenti" non avrà grandi esiti, perlomeno verso quel 80% (70?)% di italiani che si affida unicamente alle reti Mediaset e Rai, non legge (ed avrebbe gravi difficoltà ad interpretare anche un elementare costrutto sintattico), non utilizza il web, parla un italiano basico venato da slogan pubblicitari e, non tanto segretamente, disprezza la cultura.



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