lunedì 23 novembre 2009

Apple, pubblicità obbligatoria c'è la firma di Jobs nel progetto

Be' la modernità occidentale, plasmata dalla macchina, mostra sempre di più un volto grottescamente distopico. Dopo le lamentele di Rotondi, allarmato dal fatto che in Italia l'essere umano non abbia ancora fatto propri - in toto - i ritmi di questa, ecco Jobs (nel nome il destino) che si propone di immergere chiunque utilizzi un apparato elettronico in un brodo (obbligatorio) di messaggi pubblicitari. Occorrerebbe, per commentare efficacemente la notizia, la penna di un Brunner, o di un Ballard - visionari e geniali anticipatori del nostro crudo presente.
Seguiamone una possibile traccia, à la..... (il lettore avveduto ne riconoscerà facilmente la chiave stilistica):

Bivio Bir el Maqbua-Mannheim
Oltre l'orlo della buca, nell'aria immobile vedi bruciare in basso, schiantato sulla riva dello uadi che la compagnia ha appena guadato, il relitto della cingoletta americana centrata dai mortai di Rabrindra Kan. Il visore, ubbidendo ad un ordine che non ti sei mai sognato di dargli, zooma sui cadaveri riversi attorno alla carcassa, sui mille soli riflessi nei frammenti del parabrezza nei rivoli d'olio che si perdono tra i sassi, mentre un sapore di bile ti sale alla gola.
Lo schermo dell'elmetto, impastato di sudore e polvere - sono le otto del mattino e la temperatura è già vicina ai quaranta - lampeggia serie di cifre, coordinate di tiro, spostamenti di squadre, ripetute dalla voce monotona e piana che risuona senza soste nell'auricolare. Non ci fai caso, non ci fai mai caso, e sposti lentamente lo sguardo sul caporale che, accanto a te bestemmia sottovoce armeggiando allo spillo inceppato della mitragliatrice, e sugli altri uomini che fumano in silenzio, la schiena appoggiata alla parete franosa della buca, l'Aki stretto tra le ginocchia. Il fuoco di rappresaglia yankee non tarderà.
Dovete. Alzare. Il. Culo. Da. Lì.....Subito. ed ecco che nel visore esplodono un paio di tette tridimensionali ed inverosimili cancellando diagrammi e cifre, mentre l'auricolare abbaia: "Camerati della Compagnia B, buongiorno!!! E' sempre un buongiorno con gli Sniker's"! I nostri eroici combattenti sanno...." Il resto della frase si perde in un crepitio statico; cristo, è il momento dello spot e non te ne puoi liberare fino a che non hai risposto diligentemente a tutte le domande che ti latrano nell'auricolare; il feedback è tutto, per lo sponsor che paga il giochetto e cristo, Kaminsky e Lo Giudice sono morti così durante l'ultimo stacco pubblicitario pensi con l'ultimo pensiero cosciente prima che le fulve tette ballonzolanti ti invadano la mente. Riemergi al presente ancora intero; evidentemente o per una fortuita coincidenza nel palinsesto anche gli yankees hanno avuto il loro spot, o i droni non ti hanno ancora ben individuato. Il Dipartimento della Pace ha un contratto miliardario con le zaibatsu che finanziano le armi evolute - come ad esempio, l'elmetto neurale monomol che tutta la Compagnia B indossa, che tutti, nel fottuto esercito indossano - in cambio del bombardamento pubblicitario, personalizzato! che ti rende incapace di agire ed in balia del nemico ad intervalli casuali. Dicono che le perdite umane imputabili agli spot sono nulla rispetto al beneficio dell'alta tecnologia bellica che questi rendono disponibile. L'unica consolazione è che anche i culi pallidi, di là dallo uadi hanno la loro dose di spot ad intervalli casuali, ed è una festa, quando non coincidono con i tuoi. Ti sei pure formato un addetto, ai siparietti: Schultz, se appena li avete a contatto è bravissima a capire quando gli jankees sono in coma e sparisce fulminea nella terra di nessuno oltre la linea con la sua squadra di tagliagole. Intuito femminile, lo chiamano...
L'elmetto del cazzo ha ripreso a snocciolare i suoi diagrammi colorati. Ci guardi attraverso: il caporale ha finito con la mitraglia e annuisce; alzi il pollice sinistro e il sergente batte sulla spalla della specialista laser; questa scompare in silenzio, nel sole diabolico dietro al costone che dovrebbe offrirvi un precario riparo.

2 commenti:

raffrag ha detto...

Cinquecentoventotto parole. Ben al di sotto delle 1800-3000, la dimensione non angosciante del racconto breve, che solleciterebbe una riflessione sul tessuto stilistico/linguistico. Ciononostante, è la dimensione giusta, adatta a creare la necessaria tensione del raccontino fantascientifico. Gradevole, sorprendente, stimolante. Mi arrendo...

squiliber ha detto...

Be' per dare le coordinate del piccolo divertissement, potrei dire che è una contaminazione tra l'atmosfera cyberpunk di un W. Gibson (Giù nel ciberspazio, ad es.) e l'attenzione all'inner space di un J.Ballard (Terra di morte, ad es.).
Per quanto riguarda la lunghezza, diciamo che - guardando a J. Haldeman (The forever War, ad es.)-lo scritto potrebbe grossomodo essere un terzo (il mattino) di un raccontino articolato in tre tempi (mattino, pomeriggio, sera) che abbraccia circa 15 ore, le "ultime" 15 ore di un plotone della compagnia B, rggiungendo la lunghezza di 2000 parole, all'incirca. La chiusa potrebbe rammentare l'inesorabilità di "Der Zug war pünktlich" di Heinrich Böll, o, per fare un'incursione in campo filmico, il recente "Leoni per agnelli".
Grazie per i complimenti. Sono lieto, e particolarmente orgoglioso, del tuo apprezzamento. Ma non ti arrendere, caro Raff. Non ve ne è motivo, anzi mi sentirei veramente in colpa se questo innocente gioco avesse un effetto, come dire? inibitorio, sulla tua bella scrittura, che mi dà sempre tanto piacere.

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