giovedì 16 dicembre 2010

Resa dei conti per gli statuti degli EPR: il caso CNR!

Da Rino Falcone, ricevo e pubblico:

Cari tutti,
sembra che le prime immediate conseguenze al voto di fiducia stiano maturando. E poiché il voto di fiducia si è accompagnato con un forte indebolimento della maggioranza parlamentare (con i conseguenti rischi di una prematura scadenza della legislatura), c'è anche una certa fretta a "chiudere i giochi".
Ieri 15 dicembre si è svolto un CdA del CNR in cui i membri nominati dalla Gelmini per la realizzazione dello statuto si sono presentati con una bozza che, se possibile, rende ancora più determinante il ruolo del direttore generale nell'assetto dell'Ente.
In particolare:
1) si conferma che il Ministro NOMINA DIRETTAMENTE il Direttore Generale (stiamo parlando di un burocrate; infatti si recita in uno degli articoli: "Il DG è scelto tra persone di alta qualificazione tecnico professionale e di comprovata esperienza gestionale, con profonda conoscenza delle normative e degli assetti organizzativi degli enti pubblici.")
2) le funzioni del DG sono incredibilmente estese e invadenti la sfera della competenza puramente scientifica (in ogni caso soverchianti quelle del Presidente che è uno scienziato scelto con il metodo del Search Committee).

Per esempio:

2a) Il CdA delibera il conferimento dell'incarico ai direttori di Dipartimento SENTITO il DG;
2b) Il CdA delibera il conferimento dell'incarico ai direttori di Istituto SENTITO il DG;
2c) Il CdA definisce gli obiettivi annuali del direttore generale e verifica gli OBIETTIVI DEFINITI DAL DG PER I DIRETTORI DI DIPARTIMENTO!!!
2d) Il DG IMPARTISCE ISTRUZIONI E INDIRIZZI OPERATIVI A TUTTE LE STRUTTURE DELL'ENTE!!!
Come potrà resistere un Presidente (anche molto autorevole) alla forza di un DG direttamente nominato dal Ministro e con la forza che gli viene da quelle soverchianti funzioni? E con un diretto "comando" sulla struttura vera dell'Ente: gli Istituti di Ricerca.
Si tenga conto che tutto questo avverrebbe nell'ambito di una legge che prevedeva l'AUTONOMIA statutaria degli EPR!
Stiamo di fatto andando ad una sorta di ministerializzazione della peggiore specie, in cui ATTRAVERSO IL DG LA POLITICA POTRA' PERMETTERSI DI INFLUENZARE/DETERMINARE LE NOMINE DEI DIRETTORI SCIENTIFICI DI DIPARTIMENTO E DI QUELLI DI ISTITUTO DEL CNR ed i loro "indirizzi operativi" cioè la ricerca svolta: un vero scandalo !
Avevamo denunciato fin dal suo varo i rischi della legge 213. Oggi le conseguenze di quell'atto legislativo vanno ben oltre i limiti prevedibili.
L'idea di trasformare il più grande Ente di ricerca del Paese in un dipartimento ministeriale in cui collocare amici fidati nei posti scientifici di rilievo (indipendentemente dal loro valore, altro che merito!) e da cui attingere le misere risorse per distribuirle in chissà quali canali delle proprie clientele, è un incubo che rischia di realizzarsi nelle poche prossime settimane!
Sarà fondamentale attivare una forte attività di vigilanza e di mobilitazione! E chiamare a sostegno la società tutta.
A presto sentirci. Cordialmente,
Osservatorio sulla Ricerca

P.S.: trovate sul nostro sito: www.osservatorio-ricerca.it due articoli recentemente usciti sulla rivista EMBO che affrontano le tematiche dell'autonomia della scienza e delle sue relazioni con la politica: (intervista ad Elena Cattaneo):

articolo di E. Cattaneo e G. Corbellini:


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