Italiens Kulturminister Sandro Bondi hat sich nun in der Turiner Zeitung „La Stampa“ tapfer als moderner Kunstbanause geoutet: „Wenn ich eine Ausstellung moderner Kunst besuche, mache ich es wie die meisten und tue so, als hätte ich etwas verstanden. Aber in Wahrheit verstehe ich nichts.“
Kein Sinn für Schönheit
Bondi, der einst als Assistent eines modernen Bildhauers mit Berlusconi und der großen Politik in Berührung kam, bemängelt generell, dass der modernen Kunst der Sinn für Schönheit abhanden gekommen sei. Das Vorpreschen des zuständigen Amtsträgers hat manchem seiner Kollegen im Parlament die Zunge gelockert.
Der einstige Medienminister Gasparri zitierte unbewusst Yasmina Rezas Theaterstück „Kunst“ und machte sich über monochrome Malerei lustig: „Wenn ich Leute höre, die eine graue Leinwand über den grünen Klee loben, dann frage ich mich schon: Bin ich nun blöd oder die anderen?“
Desinteresse schlimmer als Polemik
Der einstige Minister Luigi Nicolais steht zu seiner Ahnungslosigkeit: „Ich bin ja nur ein Ingenieur.“ Ob der Hang zur Technik der Grund ist, dass der Politiker Ausstellungen klassischer Kunst vorzieht? Alternativen zu Manzoni, Paladino, Cattelan und Co. zu finden, stellt schließlich in einem Land, wo man neben jedem Museum moderner Kunst die Raffaels, Leonardos, Berninis und Pieros in ein paar Schritten erreichen kann, kein logistisches Problem dar.
Wohl wegen der zahllosen Alternativen ist auch kein Politiker ernsthaft erbost auf die zeitgenössische Kunst, solange sie nicht stört. Die neue Politästhetik klingt eher nach Resignation, Achselzucken, Kopfschütteln. Vielleicht ist solches Desinteresse ein schlimmeres Verdikt als jede Polemik. Oder liegt es an der Kleiderordnung der Strandsaison, dass sich über einen nackten Kaiser niemand mehr aufregen mag?
19 Agosto 2008. Nella novella di Hans Christian Andersen "I vestiti nuovi dell'Imperatore" è un bambino a vedere ciò che tutti gli altri non vogliono ammettere: "L'Imperatore è nudo!" La capacità di esprimere con tale rinfrescante ingenuità ciò che i professionisti della boria non vogliono in alcun modo riconoscere, è cosa che gli adulti hanno - in linea di massima - smarrito. Sandro Bondi, l'attuale ministro italiano della Cultura, in un'intervista a "La Stampa" di Torino si è spavaldamente svelato come un moderno filisteo dell'arte: "Quando visito una mostra d'arte moderna, mi comporto come se avessi capito qualcosa. Ma, in realtà, non ci capisco nulla".
Nessun senso del bello
Bondi, entrato a suo tempo in contatto con Berlusconi e l'alta politica nella sua qualità di segretario di uno scultore moderno, lamenta che - in generale - l'arte moderna abbia smarrito il senso della bellezza. Il pronunciamento del competente ministro ha tolto i catenacci alle lingue di alcuni suoi colleghi parlamentari. L'ex ministro delle Comunicazioni, Gasparri - citando inconsapevolmente la pièce "Arte"
(ecco il link per saperne di più - merita! - N.d.R.): http://www.forum84.de/Archiv/Kunst/Stueck/stueck.html
di Jasmina Reza - prende in giro la pittura monocroma: "Quando sento della gente che loda una tela grigia sopra del trifoglio verde, mi domando: Sono scemo io o gli altri?" Gli artisti italiani, attualmente alle prese - come milioni di connazionali - con le difficoltà del quotidiano, non sono ancora entrati nel dibattito. Per questo, e visto che alcuni argini ormai si sono rotti, anche alcuni politici di sinistra hanno iniziato ad ammettere di non essere in rapporti tanto cordiali con l'arte moderna.
Il disinteresse, peggiore di ogni polemica
L'ex ministro Luigi Nicolais (esponente del PD e professore ordinario a Napoli - N.d.R. - vedi scheda:)
http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Nicolais
giustifica così la propria incapacità a capire: "In fondo, sono solo un ingegnere" Sarà la predisposizione per la tecnica a far sì che i politici preferiscano le mostre d'arte classica? D'altra parte, in un Paese ove accanto ad ogni museo d'arte moderna si trovano Raffaello, Leonardo, Bernini e Pier della Francesca, reperire alternative a Manzoni, Paladino, Cattelan e Co., con costituisce certo un grosso problema logistico. Forse, proprio a causa delle innumerevoli alternative, nessun politico si mostra realmente irritato con l'arte moderna, fintantochè questa non disturba. La nuova estetica politica tira più alla rassegnazione, al far spallucce, allo scuoter del capo; e forse, questo disinteresse è peggio di una condanna. Oppure, sarà l'abbigliamento balneare a far sì che nessuno noti un imperatore nudo?



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