mercoledì 10 settembre 2008

La fisica spiegata alle masse

Evidentemente l'appello del piccolo gruppo di scienziati volto a fermare l'accensione del Large Hadron Collider (avvenuta peraltro oggi, con ottimi risultati) nel timore che questa potesse originare un buco nero stabile ( degli strangelet o dei monopoli magnetici non si parla), ha colpito la fantasia del largo pubblico, facendo uscire il progetto ed i suoi obiettivi dal ristretto ambito degli addetti ai lavori o comunque dei cultori della materia. L'ho notato, da un mesetto a questa parte, cogliendo a volo frammenti di discorsi in luoghi e da bocche ove generalmente non albergano quark e gluoni, fino a questa perla, sentita stasera: "lo sai? hanno acceso quella macchina a Ginevra...stanno cercando il busone di Igghins.."
Sono rimasto affascinato, in piedi a fianco dell'auto, perso nel vertiginoso viaggio che conduce dal Bosone di Higgs al "busone di Igghins".
Quando poi, più tardi, sul giornale radio di Rai 1 ho sentito l'annuncatore parlare del "bosone di Higgins" ho avuto una piccola delusione: in fondo, nel altoparlante di una radiolina, una "h" aspirata può anche sparire ed una "o" trasformarsi in una "u". Ma la RAI, potrebbe comunque documentasi meglio...

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Su questo ho già commentato altrove. Si va dalle commissioni ministeriali che leggono fiaschi per maschi (il tema sulla poesia di Montale, c'è un post sul mio blog) e dai giornalisti approssimativi che commentano cose che non hanno letto, magari perché non sanno la madre lingua, ai nostri media più o meno nazionali, che quotidianamente propongono piccole sgrammaticature: INEQUITA’, DISSIMO, INTERPETRARE (iniquità, dicemmo, interpretare). Le prime due sono state pronunciate da (im)probabili giornalisti sulle reti nazionali (mi sfuggono i nomi, anzi li ignoro, ma il dissimo è di un siciliano a RaiNews24); dell’ultima è autore un tale Schifani, in un suo esemplare intervento al senato. Ma su questa sono stato corretto: è termine regionale la cui diffusione, soprattutto in Toscana, ne giustifica l'uso. Al che mi sono detto, ma non ce l'ho né con i Toscani né con i vocabolari: se l'avesse pronunciato un Napoletano, sarebbe stato semplicemente dialetto. E pensare che molti anni fa avevo quasi vergogna di avere la cadenza napoletana...

squiliber ha detto...

La cadenza, ed il dialetto napoletani sono piacevolissimi. In linea generale tutti i dialetti italiani sono un patrimonio prezioso. L'importante è che non ne venga fatto un uso "politico" a fini regressivi e forcaioli. Qui potremmo aprire una (vasta) parentesi sull'appropriazione della lingua da parte dei poteri e dei poterini.
Quanto a "dissimo" (dicemmo) come a "desimo" (con una esse sola, demmo) li ho sentiti utilizzare da dei vecchi, ma non in area toscana, dove si usa la forma impersonale singolare(gni se ne disse, gni se ne dette. In un paesino del "dito" corso, anni addietro mi è capitato di chiacchierare con degli anziani che utilizzavano un dialetto pisano/genovese, arcaico, veramente musicale e colmo di spontanea poesia.

federicoacdc ha detto...

Ier l’altro
Un installatore dei miei
Ha fatto il pari con il busone di Higgins.

Gi servivano 6 metri di cavo speciale
Per un impianto fotovoltaico
Qualche problema a reperire, infatti

Un cavo solare

Anti frodo
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(Beggins)

cordialmente
federico montanari

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