Il disperato bisogno di autoilludersi di cui soffre la maggior parte dei miei connazionali può forse essere ben illustrato da questa considerazione: di fronte alla tempesta della globalizzazione, nel pieno di una pesante crisi economica mondiale, nel montare dei fondamentalismi religiosi e delle migrazioni di interi popoli, l'Italia - unica tra i Paesi industrializzati - ha affidato, a larga maggioranza, il premierato ad un vecchio tronista imbellettato e patetico, circondato da un nugolo di intercambiabili veline e supportato da un gruppetto di camicie verdi, nel cui esplicito programma (basta leggere, è tutto pubblico...) è prevista la balcanizzazione del paese.
Questo, mentre si consumano, in tutti i campi ed accolti quasi con sollievo, una lenta ma progressiva chiusura ed allontanamento del Paese dall'Europa e dal resto del mondo industrializzato.



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