martedì 27 gennaio 2009

La violación como arma de guerra (Lo stupro come arma di guerra)

Oggi è l'anniversario della liberazione di Auschwitz. Sessantaquattro anni fa si aprivano i cancelli di quello che è diventato il simbolo stesso dello sterminio e delle violenza. Proprio in questo giorno vorrei rendere omaggio a quelle per le quali - in tutto il mondo - quei cancelli non si sono ancora aperti: il popolo dolente, troppo spesso anonimo, delle stuprate. (Estraggo dal corpo dell'articolo. Grassetto mio):
"[...]Esta pandemia de violencia sexual es obscena y extremadamente salvaje", escribe en las páginas de 'PLoS' Stephen Lewis, ex enviado especial de la ONU para luchar contra el VIH en África y que ha visto con sus propios ojos algo que sólo puede definir como "feminicidio" [....].
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