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lunedì 28 novembre 2011

Soltanto uno su tre padroneggia l'italiano

"Appena il 29% degli italiani possiede ancora gli strumenti linguistici per padroneggiare l'uso della nostra lingua nazionale. È quanto ha affermato il professor Tullio De Mauro nel corso dell'incontro a Firenze, «Leggere e sapere: la scuola degli italiani». «Il 71% della popolazione - ha detto De Mauro - si trova al di sotto del livello minimo di lettura e comprensione di un testo scritto in italiano di media [...]" 
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venerdì 7 ottobre 2011

Senza contratto, 14 ore al giorno

Ciò che mi colpisce, nella tristissima vicenda è - oltre alla morte delle poverette - l'atteggiamento del sindaco (rammento che il sindaco è un pubblico ufficiale), del quale leggo la seguente dichiarazione:
"Il sindaco pd Nicola Maffei, contestato dalla popolazione per quegli allarmi inascoltati sulla palazzina pericolante, cavalca questo sentimento di umana pietà che unisce la città: «Non mi sento di criminalizzare chi, in un momento di crisi come questo viola la legge assicurando, però, lavoro, a patto che non si speculi sulla vita delle persone». Sarebbe un «paradosso» se i titolari della maglieria che si trovava nel palazzo crollato, «dopo avere perso una figlia e il lavoro, venissero anche denunciati»."
In uno stato di diritto e non inquinato dall'incapacità, tutta cattolica, di distinguere tra peccato e reato, i titolari della ditta verrebbero senza dubbio denunciati e pagherebbero duramente, ed un pubblico ufficiale non si permetterebbe - anche se conformi al suo pensiero - dichiarazioni del genere.
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Sicily's tiny anti-Mafia TV channel

I miei migliori  e sinceri auguri a TeleJato....
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lunedì 11 luglio 2011

Marchionnite (lettera ad un'amica)

Ciao giovanotta bella! Sono in attesa che mi si scongeli la pizza e sto guardando tutto il lavoro in attesa sulla scrivania. Ho qui il terzo numero di Alfabeta2 e vi ho trovato un interessante articolo di Michele Emmer su "Università e crisi della cultura" che mi ha fatto riflettere sulla "marchionnite" detta anche sindrome di Marchionne, che ha colpito da tempo il nostro ceto industrale (Sergio Marchionne, in effetti, ha perlomeno il merito di avere esplicitamente teorizzato un processo che è brutalmente in corso da tempo, ma sottotraccia), e sulla relazione che corre tra la marchionnite e lo smantellamento gelminiano della nostra istruzione pubblica, e più in generale con lo smantellamento tremontiano dello Stato. 
Così scrive - tra l'altro, Emmer: "[...] Certo in Italia i fondi non sono mai stato tanti, e saranno sempre meno. Il governo può benissimo scegliere un modello per i prossimo anni, in cui l'università pubblica ha un ruolo marginale, in cui la formazione ha un ruolo marginale, la cultura ha un ruolo marginale. Per un paese che è famoso nel mondo per possedere probabilmente il 50% del patrimonio artistico dell'intera umanità sembra una posizione curiosa, ma è pur sempre una posizione, purché sia resa esplicita. [.....] Nel frattempo, per formare la classe dirigente [....] mandiamo i nostri figli a studiare all'estero, in scuole prestigiose dove si formeranno bene e acquisiranno tante capacità. E chi non ci può andare? Pazienza. La colpa è dell'Università che disperde le poche risorse disponibili. E pazienza per i brevetti, le conoscenze tecnico-scientifiche, la cultura, in una parola [...]"


Leggo e rileggo l'articolo, leggo i lanci d'agenzia ove si parla di monumenti crollati (piove tanto, che volete....), leggo le dichiarazioni minimizzanti di Bondi circa tali crolli, vedo gli studenti che manifestano contro la riforma Gelmini,  sento le reazioni stizzite di quanti stigmatizzano la protesta studentesca: "coprono i baroni!" (è affascinante sentire la Gelmini che critica gli studenti "da sinistra" in quanto oggettivamente schierati a difesa del baronaggio!). Poi leggo le interviste a Marchionne, leggo quello che scrive Roberto Mania su Repubblica del 13 (novembre) scorso:


"LO "tsunami Marchionne" ha colpito prima i sindacati e con l'annuncio della Fiat-Chrysler di uscire, seppure temporaneamente, dall'associazione degli industriali, ora tocca alla Confindustria. Perché il nuovo contratto di lavoro per il settore dell'auto, marca uno spartiacque nelle relazioni tra le parti. Cambieranno i contratti e le altre regole del gioco. Ci sarà un effetto a valanga. Nulla sarà più come prima anche a Viale dell'Astronomia. Che subirà lo smacco dell'uscita del suo associato più prestigioso, il simbolo stesso del capitalismo italiano: la Fiat. Quella che per decenni ha dettato la linea della lobby industriale, guidandola, per un biennio, in prima persona con l'Avvocato Agnelli e "designando" più d'una volta il presidente. È un mondo che cambia [...] 


Il "mondo che cambia" si lega alla questione del mercato di sbocco dei prodotti. Fino a quando l'industriale vede i "propri operai" come i naturali acquirenti dei "suoi" prodotti, li stipendia adeguatamente affinché possano comprarli. Ma quando operaio e consumatore non si riuniscono più nella stessa figura perché i mercati stanno da un'altra parte, questi tenderà a comprimere al massimo gli stipendi. I "suoi" operai potranno anche fare la fame, tanto la vendita dei "suoi" prodotti avverrà comunque, anche se  altrove.
La stessa cosa avviene per la formazione: quando sei certo di poter acquistare altrove le competenze che ti occorrono - già fatte, in un certo senso - non sei stimolato ad investire per formartele in casa. I costi per l'istruzione, per la cultura - che fino ad ieri erano strategici - adesso sono improvvisamente diventati una pura perdita. 
Ma poi, vediamo un po' quale possa essere la casa di un Sergio Marchionne: nato da genitori italiani, come pare indicare il suo nome, l'Italia non è ne' il suo Vaterland ne' la sua Heimat, che si collocano piuttosto là dove è conservato il suo contratto di ingaggio. Il suo passaporto è ben sostituito dalla sua carta di credito, e le lingue che parla - certamente italiano ed inglese, forse anche altre - sono con ogni evidenza lo strumento per condurre bene  gli affari, non certo una Muttersprache, o - come direbbe Schiller "die gebildete Sprache, die  für dich dichtet un denkt". Egli non ha necessità di una gebildete Sprache dato che ciò che esprime è già [si presenta come] oltre l'ideologia e si afferma - all'orecchio dell'interlocutore -  con l'inesorabile forza propria all'evento naturale. Egli è il primo esempio di uomo esplicitamente e felicemente al servizio della macchina, della quale ha assunto il linguaggio e l'elementare logica binaria. Con questa scelta ha rivendicato a sé il ruolo del'alfiere che mostra la strada alle schiere dei suoi pari [italiani], orientati - nella riorganizzazione internazionale del lavoro - a riservare all'Italia in destino di discarica abusiva e di serbatoio di mano d'opera dequalificata e precaria per lavorazioni a basso valore aggiunto. 

Berlusconando


Non ho difficoltà a condividere quanto scritto da El Pais:
[Berlusconeando N.d.G] "Dicesi delle azioni commesse da un primo ministro, che in pieno attacco di isterismo dei mercati che stanno per gettare la spugna, si dedica a rilasciare interviste criticando il proprio ministro dell’Economia e completa l’opera affermando che la manovra finanziaria che sta per essere approvata dal Consiglio dei Ministri può essere migliorata, che è roppo impopolare e che verrà ridiscussa dal Parlamento.
Sino a qualche mese fa era evidente che Silvio Berlusconi era un leader del tutto inadeguato a guidare la settima potenza mondiale. Da ieri risulta ampiamente chiaro che non dovrebbe restare neanche un minuto in più a capo di un paese che ha perso 3.600 milioni di euro nei mercati del credito, fra l’altro per la sua cattiva amministrazione. [...]"

martedì 5 luglio 2011

lunedì 4 luglio 2011

La notte della rete


Ecco qua. Noto - en passant - che è una caratteristica dei regimi totalitari l'utilizzo della "via amministrativa" per fare i conti con la dissidenza, o semplicemente con chi non la pensa in modo conforme. La via amministrativa è un modo spiccio per tagliare le gambe all'avversario senza ricorrere a leggi e quindi senza dover rendere il conto  che comunque la via legislativa prevede. Il regima nazista si guardò bene dallo stravolgere l'impianto legislativo della Repubblica di Weimar; molto semplicemente, ed efficacemente, sottopose - fondamentalmente per via amministrativa, e quindi apparentemente neutra - il corpo sociale ad una radicale riorganizzazione, la  Gleichschaltung, che ne rese in poco tempo il funzionamento conforme alle esigenze del Partito.
L'AGCOM nel suo piccolo - e per nobili motivi (ché Bruto è un uomo d'onore...) si è collocata, e con entusiasmo, su questa strada. Sarà interessante - tra un po' di tempo - stilare un catasto dei siti oscurati, dei post censurati (suggerisco di conservare una copia dei post off.line, per un più facile confronto) , dei blog soppressi. Non dubito - ad esempio -  che la criminalità organizzata saprà utilizzare al meglio questa delibera per tacitare le voci che le risultino scomode, esattamente come faranno le varie articolazioni del potere "legale" nella sua vasta zona grigia.  Ciò che mi addolora, comunque, in una partita che è ancora aperta è il sentire (avere la sensazione) che ai vertici dei partiti che mi dovrebbero rappresentare, in fondo in fondo, un bavaglio ai rompi*******i non è poi così sgradito. E' quella penosa sensazione già provata all'epoca ante referendum: vedere questi fare da gnorri, contribuire alla censura, ammiccare al PdL mentre ti davano una pacca sulla spalla: "ma certo, compagno, siamo con te", salvo poi saltare sul carro del "sì" quando questo si è rivelato vincente... A   quando il primo ricorso al TAR (del Lazio, ovviamente..)?

giovedì 9 giugno 2011

Nuclear power is expensive and uninsurable


"The world's beleaguered nuclear industry continues to take a battering. The "nuclear renaissance" juggernaut that once seemed unstoppable now appears dead in its tracks.

But it's the sheer cost of nuclear that may overwhelm any industry "renaissance."
The cabinet of Germany's conservative government on Monday voted to take the country out of nuclear permanently by 2022. Not to be outdone on the right, the country's opposition parties say that's not fast enough.

The conservative party in the state of Bavaria has gone even further and says that while it was first in German nuclear power, it will now be first in exiting nuclear. Bavaria, known as the "Texas of Germany" for its conservatism, gets more than 50 percent of its electricity from nuclear energy. 
Little data exists on the actual cost of new nuclear generation [...]". 
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venerdì 3 giugno 2011

Volantino

Da Maria Pia De Natale, ricevo e diffondo a mia volta:

Ricevo e diffondo. mi sembra un'ottima idea, magari l'avete già ricevuta, ma in questi casi è meglio abbondare.
Non dobbiamo permettere che ci rubino i referendum! Oltre a girarci mille email o comunicazioni su Facebook fra di noi, sempre gli stessi, che gia' sappiamo quello che faremo....perche' non proviamo a seguire questa proposta? Mi sembra un modo pratico e concreto per far arrivare il messaggio direttamente al "piccolo pezzo di mondo che ci circonda" e che magari non è nemmeno a conoscenza del fatto che ci sara' un
referendum....
Visto che li vogliono boicottare, facciamo vedere che non siamo un popolo di idioti. 
A casa propria, ciascuno stampi (anche in bianco e nero) il volantino in allegato in un numero di copie pari al doppio dei condomini del suo palazzo e le inserisca nelle cassette della posta due volte: la prima intorno alla fine di Maggio e una seconda volta tre o quattro giorni prima del 12 Giugno. Facciamo girare questa mail.

martedì 31 maggio 2011

Donne medico: una su quattro ha subito molestie sessuali

"Allarme donne medico: quasi una su quattro confessa di aver ricevuto offese od offerte sessuali inopportune. Il 4% confessa di aver subito violenze fisiche. Un dato enorme considerato che, in assoluto, tra le donne italiane la percentuale è pari al 2,1%. È il quadro che emerge dal rapporto «Donne medico: indagine su lavoro e famiglia, stalking e violenze, realizzato dall'Ordine dei medici della provincia [....]"
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lunedì 16 maggio 2011

Perché la mafia è tanto potente?

Warum ist die Mafia so mächtig?
Italien ist uns fremd geworden. Eine Serie zur Erklärung eines rätselhaften Landes *
* L’Italia ci è divenuta estranea. Una serie di articoli (sono 12 lezioni tenute da Roberto Saviano - N.d. G.) per capire un paese enigmatico.


"All’interno di ogni organizzazione vi sono gruppi che, in determinati momenti e in diversi campi, sono più forti di altri. La ‘ndrangheta calabrese è certamente una delle organizzazioni mafiose più potenti al mondo, al suo interno decidono i clan che risiedono nella catena montuosa dell’Aspromonte, a San Luca, Africo e Platì. Nella camorra napoletana sono particolarmente forti i clan di Casal di Principe, di Secondigliano e della piccola cittadina di Marano di Napoli. In Sicilia,oggi come ieri, hanno il primato i gruppi di Palermo e Catania. La Puglia oggi
è divisa in due: al nord dominano i clan della camorra, al sud le ‘ndrine (famiglie) della ‘ndrangheta.

La Sacra Corona Unita pugliese è considerata l’organizzazione mafiosa più recente in Italia. Dopo un periodo di scioglimento, si è completamente ricostituita. Le bande nel nostro paese possono essere strutturate in modi diversi, ma le organizzazioni mafiose hanno una cosa in comune: non muoiono mai completamente. In una grande associazione può magari accadere che una famiglia venga annientata, ma l’organizzazione mai.
Negli ultimi anni si è rafforzata la sensazione che Cosa Nostra, la mafia siciliana, si sia indebolita, mentre la [...]"

giovedì 14 aprile 2011

«Nei libri di testo fango sul Pdl»

A prescindere dal fatto che il PdL il fango se lo crea da solo, senza necessità di raccattarlo nei libri scolastici, questo disegno di legge mi pare assai cervellotico e ridicolo. Non mi sarei aspettato peraltro niente di diverso da quella testa fina di Gabriella Carlucci, nota per la surreale e vergognosa battaglia che condusse contro la nomina di un fisico di fama mondiale quale Luciano Maiani alla presidenza del CNR
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martedì 12 aprile 2011

L'ambiente ci rende razzisti? Il caos favorisce gli stereotipi

Non dubito che l'ambiente - come anche la carenza di istruzione e le difficoltà economiche - possano renderci razzisti:
"E' POSSIBILE che il disordine, la spazzatura non raccolta da giorni, il parcheggio selvaggio e le mattonelle rotte per strada possano influire sul modo in cui pensiamo, fino a renderci razzisti? Che l'ambiente in cui ci troviamo abbia un impatto diretto non solo sul nostro umore, ma anche sul nostro modo di pensare, portandoci a ragionare per stereotipi e a discriminare chi ci sta di fronte?
La risposta è sì, stando ad una nuova ricerca olandese pubblicata sulla rivista scientifica Science. [...]" (
di cui trovate l'abstract 
qui - N.d.G.) 
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