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mercoledì 15 aprile 2009

"Sulla strada di Pippa Bacca ma col vestito del lutto"

Esattamente un anno fa - il 14 Aprile 2008 - ho reso il mio primo omaggio a Pippa Bacca su questo blog. Ripercorriamo insieme a Bingol Elmas, adesso, la sua strada:

TEL AVIV - Il sogno di Pippa Bacca non è perduto. Un'altra artista sta compiendo in questi giorni lo stesso percorso studiato dalla performer milanese, prima che uno sbandato, lesto a caricarla su una strada dove la giovane in abito da sposa faceva autostop in Turchia, la uccidesse brutalmente il 31 marzo dello scorso anno. 


E' turca e ha 33 anni, la stessa età di Giuseppina Pasqualino di Marineo (Pippa Bacca era il nome che la nipote dell'artista Piero Manzoni si era scelta). Ma invece che in abito bianco si è vestita di nero, in segno di lutto e in chiaro contrasto con il corredo da sposa scelto dall'artista milanese per il suo tragico progetto. [....] 

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lunedì 21 aprile 2008

"Continuerò il mio viaggio di pace non basta un mostro per fermarlo"

Leggendo la cronaca del funerale ho appreso che il verde era il colore preferito da Pippa Bacca; Kezr, il guardiano delle fonti della vita nella tradizione islamica, citato da Goethe in apertura del suo "Divano occidentale-orientale", apparso al grande poeta Hafez dopo quaranta giorni di digiuno, è vestito di verde, anzi il suo nome stesso può tradursi con "Il Verde", colore della vita che eternamente si rinnova.
Questo vuole essere il mio migliore augurio che una testimonianza di pace e di sereno confronto possa riprendere al più presto.
Estraggo dal corpo dell'articolo:
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"Pippa ha individuato come punto nodale della sua ricerca artistica un gesto altamente simbolico: lavare i piedi alle ostetriche per onorare il mestiere più antico del mondo , che rende possibile la nascita. Registrando le loro voci le invitava a spiegare cosa significava per loro la nascita, la vita a cui loro stesse contribuivano ogni giorno col loro mestiere. Un incontro e un confronto sereno che quasi sempre faceva emergere anche le loro paure, le loro gioie e le loro sensazioni al momento in cui diventavano madri a loro volta".
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lunedì 14 aprile 2008

Istanbul, trovata morta l'artista milanese scomparsa

Nella divisione internazionale dei compiti che il genere maschile si è data per combattere l'attuale guerra contro le donne, [1] i maschi dei paesi islamici e del sub-continente indiano si sono riservati la quasi totalità della bassa macelleria, forse confortati in questo da un sovappiù di inscalfite certezze.
L'elaborazione teorica "alta", ellittica ed obliqua, sembra riservata - ultimo retaggio del colonialismo - ai maschi occidentali, volonterosi Goebbels, ilari e lievi difensori della Vita (von la V maiuscola!), più adusi alla penna che alla spada.
In questa guerra è caduta Pippa Bacca. Ricordiamola con il suo nome d'arte, che è anche un nome di battaglia perchè, se la vita non è arte, la miglior arte - oggi, in questo tempo di orrenda barbarie globale - è vita e testimonianza, e per questa si può degnamente cadere, sapendo di trovarsi in compagnia delle lapidate, delle violentate, delle sfregiate con l'acido, delle massacrate, delle infibulate, delle costrette all'aborto clandestino, di quelle poste quotidianamente di fronte all'insopportabile e che pur sopportano, delle terrorizzate da un potere integralista, ipocrita e bigotto, da un padre, marito, compagno, violento, criminale ed instabile; l'infinita teoria delle vittime di un potere patriarcale e ottuso, [2] fondato sulla forza e sulla sopraffazione. [3]
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[1] che il contesto storico/politico ed il quadro economico/ambientale mostrano essere anche, e sempre di più, una guerra contro l'intera specie umana e le sue chances di sopravvivenza.
[2] chiedo perdono alle vittime che non ho citato, non per cattiva volontà, ma per stanchezza e disgusto.
[3] se fossi tra gli interessati alla manutenzione della religione, mi preoccuperei dell'inedita alleanza - che si sta saldando nei fatti - tra un dio sempre più paranoico ed una tecnocrazia planetaria, ormai sfuggita ad ogni controllo.

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