martedì 10 febbraio 2009

E' un onore essere querelati da Roberto Maroni

Roberto,
permetti che ti chiami Roberto! negli snodi della vita occorre essere diretti e questo è uno di quegli snodi. Ebbene, ti voglio confessare, Roberto, che anch'io sono tra quei pochi che considerano razziste ed ignobili le leggi sulla "sicurezza" che tu, il partito che rappresenti (giustamente definito "la bad company" da un fulminante Altan) ed il governo a cui partecipi, avete presentato e fatto approvvare.
E ti dirò di più: le considero particolarmente vergognose in quanto frutto, non di una sincera (anche se errata nei suoi esiti) sollecitudine per la sorte del Paese in cui siete nati e che - non conoscendolo - disprezzate, nonostante esso vi abbia cresciuto e nutrito e dato i mezzi per esercitare lo sciagurato potere che esercitate, ma di un pactum sceleris tra un premier alla disperata ricerca di una personale impunità giudiziaria - e bisognoso dei vostri voti per ottenerla - ed il tuo partito, la Lega Nord, dichiaratamente razzista e separatista, bisognoso dell' appoggio di questo stesso premier per ottenere l'approvazione del "federalismo", la mazza con cui verrà demolita l'unità della mia povera Nazione.
Guarda, Roberto mio, quanti elementi ti ho dato per una querela, e di quelle coi fiocchi!
Mi troverò sul banco degli imputati accanto al direttore responsabile di Famiglia Cristiana? Di Veltroni?
Ci sarà qualcun'altro disposto a sottoscrivere questa mia dichiarazione d'amore per il mio Paese? (tutto intero, dalle Alpi al Lilibeo, senza neanche un pezzettino in meno, senza neanche uno dei suoi abitanti in meno, tutti liberi e uguali, di qualunque età, sesso o genere, colore, credenza, abitudini, fedina penale, stato di salute e provenienza essi siano, comprese perfino le camicie alla clorofilla, i "fouera di ball, neger", compreso te, Roberto - e ho detto tutto!)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Guido, non me ne volere. L'intenzione di commentare c'era (e c'è), ma, dato il soggetto, ho pensato che fosse meglio non sprecare parole. E non sei invisibile! Almeno, non ai miei occhi.

squiliber ha detto...

Caro Raffaele,
non ne dubitavo e ti ringrazio di cuore. Non era una critica nei tuoi confronti, ovviamente, anche se ho approfittato del tuo post sull'invisibilità (e della certezza che ho, di essere da te compreso) ma una riflessione generale, con lo sguardo rivolto, se vogliamo, in particolare ai membri dei tanti gruppi a cui partecipo in quello strano luogo chiamato "libro delle facce".

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