La concezione del potere sottesa aL DdL Calabrò è limpida e lineare (e ben illustrata da George Orwell): potere è la capacità di imporre ad una vasta maggioranza dissenziente una qualunque norma, il più possibile crudele e vessatoria. Se poi questa norma, oltre che vessatoria è anche imbecille, meglio. Tanto più dolce sarà l'imporne il rispetto, come ben sanno tutti i regimi teocratici. Inoltre, come sottovalutare la soddisfazione data dall'assistere alla disintegrazione e al suicidio del PD? (estraggo dall'articolo. Grassetto mio)
[....] Micromega. Oggi Umberto Veronesi, Stefano Rodotà, Andrea Camilleri e Stefano Rodotà, Paolo Flores d'Arcais, in una lettera pubblicata su Micromega si rivolgono al segretario del Pd Dario Franceschini. E lo fanno con toni duri. "Le proposte del Pd sulla legge "fine-vita" non sono una mediazione, ma una resa" scrivo i quattro. Che definiscono "anticostituzionale e disumana" la proposta del governo. Ma i quattro puntando il dito anche contro le divisioni tra i democratici. "Gli emendamenti proposti dal suo partito lasciano intatta la violenza di alcuni articoli" continuano. Definendo "indistinguibile" dal disegno di legge della maggioranza la proposta di mediazione di Francesco Rutelli. Per la pattuglia di Micromega il Pd dovrebnn epuntare sulla legge firmata da Ignazio Marino: "Ogni passo indietro rispetto a tale proposta sarebbe una rinuncia pura e semplice ai diritti elementari sanciti dalla Costituzione, dalla convenzione di Oviedo, dalle sentenze della Cassazione". Nel mirono anche la scelta dei democratici di lasciare "libertà di coscienza" ai parlamentari al momento del voto. "Se venisse presentato un disegno di legge che stabilisce la religione cattolica come religione di Stato, proibisce il culto ai protestanti valdesi e obbliga gli ebrei a battezzare i propri figli, sarebbe pensabile lasciare i propri parlamentari liberi di "votare secondo coscienza", a favore, contro, astenendosi? O non sarebbe un elementare dovere, vincolante, opporsi a una legge tanto liberticida?".
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