lunedì 2 marzo 2009

„Apartheid“ antirumeno in Italia

I Rom vengono tolti alla vista dell’opinione pubblica e costretti in campi

In Italia cresce il malumore contro gli immigrati rumeni: fiaccolate, guardie civiche, appelli a farsi giustizia da sé, tentativi di linciaggio, slogan razzisti – un’atmosfera da pogrom che viene sistematicamente fomentata dai media e da partiti come la Lega Nord. Dopo un episodio di violenza sessuale nella periferia di Roma sono stati incendiati negozi di rumeni.

Molti, ma non tutti i rumeni sono Rom e questi devono scomparire dal paesaggio urbano. Non sempre si differenzia tra rumeni e Rom. Soprattutto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, stringe la morsa attorno agli zingari. Anche famiglie Rom bene integrate, come quelle del quartiere Testaccio, che vivono in roulotte sulle rive del Tevere, sono state “trasferite”. La polizia le ha scortate ai margini della città, dove hanno dovuto piazzare le roulottes presso la tangenziale, senza acqua né corrente elettrica. [...]



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5 commenti:

Anonimo ha detto...

E' con rammarico che m'avvedo che la cultura dell'integrazione non ci appartiene, e non capiamo nemmeno che essa è fonte d'arricchimento culturale, inanzitutto. E pensare che il mio maestro Helgeson ci invidiava l'eredità della cultura classica, sostenendo che i Romani, a differenza degli Americani, ci sapevano fare quando occupavano un nuovo paese. Forse aveva letto i libri sbagliati...

squiliber ha detto...

Chissà cosa intendeva dire, Hegelson, quando sosteneva che i Romani "ci sapevano fare"? Hai mai avuto modo di chiederglielo?

Comunque, è vero, la cultura dell'integrazione non ci appartiene, anzi direi che siamo "naturalmente" più portati al linciaggio, frutto della separazione. In fondo, cosa diceva Schmitt?: l'identità - degli individui, dei gruppi - si fonda sulla distinzione dall'Altro....

Anonimo ha detto...

Helgeson pensava che i Romani non praticassero lo sterminio sistematico degli indigeni, ma che ne permeassero la cultura imparando a convivere con loro. Come non fecero i colonizzatori americani con gli indiani. Un problema di stile, insomma. Bah! D'altronde, possiamo sempre dire che i Padani non erano Romani. E infatti...

Anonimo ha detto...

"Molti, ma non tutti i rumeni sono Rom" - esempio clamoroso di idiozia semi-educata

Cu prostul nescolarizat
Te lupti putin si ai scapat
Dar duci o lupta colosala
Cu prostul care are scoala

Traduzione dal romeno:
Col stupido non scolarizzato
Lotti un po’ e poi scappi
Ma meni lotta colossale
Col stupido che è andato a scuola

squiliber ha detto...

Caro Preda,
sono andato a leggermi il testo originale. Ebbene, dice proprio così! non è un errore del traduttore. Eccone un estratto:

"Viele, aber nicht alle Rumänen sind Roma. Und die sollen aus dem Stadtbild verschwinden. Zwischen Roma und Rumänen wird da nicht immer differenziert. Vor allem Roms Bürgermeister Gianni Alemanno zieht die Schraube gegen die Zigeuner an. Auch gut integrierte Roma-Sippen wie jene im Stadtteil Testaccio, die in Wohnwagen am Tiberufer lebten, wurden "umgesiedelt": Die Polizei eskortierte sie an den Stadtrand, wo sie ihre Wohnwagen an einer Umfahrungsstraße abstellen konnten - ohne Wasser und Stromanschluss."

Insomma, proprio come dici tu: "un'idiozia semi educata"! Resta comunque la preoccupazione per il clima di crescente intolleranza che si respira in Italia.
Molto carini (e veri) i versi sulla stupidità. Li adotterò, se non ti spiace, e introdurrò "Parliamoci" nel mio blogroll. Grazie e buon lavoro!

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