giovedì 19 marzo 2009

incontramoci

Guido,

questa volta ti scrivo per farti una proposta e per capire se ancora la nostra community può fare qualcosa per dare una mano all'Italia.
Ho ovviamente notato che anche tra di noi un po' di rassegnazione ha preso piede. Il nostro sito non ha più la vitalità degli inizi. In parte è fisiologico, in parte è anche dovuto a una certa stanchezza da parte di chi, come noi, sono anni che insegue un sogno che ancora stenta ad essere realtà.
Però oggi siamo arrivati a un momento molto delicato. Secondo i tradizionali paradossi della politica italiana, le prossime elezioni europee (e le molte elezioni amministrative) saranno uno spartiacque che potrebbe segnare la vita politica per molto tempo.
Concretamente, penso che abbia ragione Dario Franceschini quando dice che dobbiamo con tutte le nostre forze impedire che Berlusconi possa affermare di avere stravinto le elezioni, pena il rischio concreto di un profondo stravolgimento per plebiscito del nostro vivere civile. Io in realtà sono convinto che sia anche ora che noi crediamo di poterlo battere, invece di pensare solo di non farlo vincere troppo. Ma comunque il pericolo esiste e ciascuno di noi è chiamato a fare la sua parte perché ciò non accada.
Ecco dunque la proposta: perché non pensare di organizzare un'iniziativa nazionale della nostra community per confrontarci su come muoverci in vista delle elezioni recuperando lo spirito di Incontriamoci che ci ha fatto organizzare più di 1000 incontri durante la campagna del 2006? Il confronto potrebbe coinvolgere anche alcuni esponenti politici nazionali, compreso il segretario del PD.
Ti chiedo dunque di rispondermi all'indirizzo
incontriamoci@lafabbrica.eu in merito al tuo interesse e alla tua disponibilità ad essere presente a Roma, dopo Pasqua, per partecipare all'iniziativa. Presto ti invieremo il programma e i dettagli organizzativi.
Intanto grazie e a presto.

Giulio Santagata

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Caro Santagata,

riprendendo le considerazioni fatte da D'Alema in un intervista a "Repubblica" subito dopo la debacle sarda, ti risponderò che - dopo pasqua - difficilmente sarò a Roma. Sarei invece volentieri in Sezione, a Firenze dove lavoro, o a Viareggio dove vivo. In Sezione, dove gli iscritti ed i simpatizzanti del vecchio ed amato PCI (il mio partito per quarant'anni e passa, accidenti...) si incontravano - e si dovrebbero incontrare a maggior ragione oggi gli iscritti e simpatizzanti PD (sono uno dei soci fondatori, e trovo vergognoso dovermi vergognare del mio partito!); incontrarsi per discutere di un progetto politico, nominare i propri rappresentanti, confrontarsi, contarsi. Il partito "leggero" non funziona (per vari motivi, che sarebbe troppo lungo affrontare qui) ma, sopratutto, impedisce alle correnti del partito di "misurarsi" e "pesarsi".
Questo è uno dei motivi per cui la corrente "margheritesca" che pure è largamente minoritaria all'interno del PD rispetto alla corrente "diessina" riesce a condizionare così pesantemente tutto il partito ed a conferirgli quel puzzo di sagrestia che sta allontanando troppi simpatizzanti e votanti laici. Questo è uno dei motivi per cui ad una base giovane, in tumultuoso mutamento corrisponde un vertice - una nomenklatura - autoreferenziale, vecchia, inamovibile, persa in tatticismi e furbate di nessun respiro. E, se volessi infierire potrei seguitare, caro Santagata; quindi, non sarò a Roma, ma ci sono.....

Guido Canciani

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Guido, io ho votato poche volte, ma mai per il PCI, nemmeno quando ne fu segretario Berlinguer. Eppure, ricordo di aver detto, in un'occasione almeno, che se avessi dovuto votare per un grande partito, avrei votato per il PCI. Ma forse già avvertivo nell'aria quella puzza di sacrestia, della quale, appena giovanetto, avevo faticato a liberarmi. Forse mi dava fastidio la pesantezza dell'apparato, degli inamovibili segretari, del mostruoso comitato centrale, forse, ed è questa la ragione più vera delle altre, la pur sempre corta distanza dall'URSS (si chiamava così), perfino quando fu segretario Berlinguer. Ma forse a questo scenario è sottesa una ragione 'freudiana'. Mio padre morì che avevo vent'anni, mentr'era in perenne ricerca dell'equilibrio di un partito che, credo di aver capito, non trovò mai, perché prima che all'apparato guardava alle persone. Ed io sto ancora cercando lui che cercava l'uomo.

Anonimo ha detto...

Poi ho ricordato che una volta ho votato per il PCI, alle comunali, ma c'era, come potrai immaginare, una ragione molto personale, che, manco a dirlo, non ha avuto seguito.

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