giovedì 16 aprile 2009

Felice Ippolito


In questi giorni, sull'onda della lettura di "Profondo Nero" si parla molto dei delitti Mattei, De Mauro, Pasolini,  connettendoli all'interno di un'unica trama tesa a sancire la subalternità, politica, economica e culturale dell'Italia uscita dalla II guerra mondiale. 
Vorrei rammentare qui brevemente la quarta vittima di questa trama: Felice Ippolito, non ucciso ma ingiustamente processato, condannato nel 1964 a 11 anni - di cui 2 scontati - sulla base di accuse ridicole e odiose, montate dalla stessa destra che troviamo dietro la scomparsa di Mattei, De Mauro, Pasolini.  Il suo processo segnò la fine del CNEN, la dispersione del nostro know-how nucleare (molto prima del "fatidico" 1987!), la fine del sogno dell'indipendenza energetica italiana che Ippolito condivideva con Mattei (sbrigativamente tolto di mezzo con 100 grammi di Compound B posti dietro il cruscotto del suo aereo, due anni prima).
Giuseppe Sacco, scrive di questa vicenda: "[Ippolito] ebbe a dichiarare in seguito di essere stato fortunato che quel pretesto [le accuse a suo carico] esistesse, perché altrimenti avrebbe, come Mattei, pagato con la vita"

Giuseppe Lo Bianco & Sandra Rizza "Profondo Nero" Chiarelettere Editore, Milano 2009
Giuseppe Sacco: "Torniamo all'atomo: e poi?" in Limes 2/2009

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