Tornerò prossimamente su qesta stimolante notizia. Eccomi, difatti: anni addietro abbozzai un raccontino, ambientato in un presente prossimo, nel quale gli psicofarmaci non solamente sono liberamente accessibili e gratuitamente forniti dallo Stato, ma obbligatori - a partire da una certa età - per tutti ed inseriti in un complesso sistema di valutazioni della persona all'interno di una società fortemente edonistica e gerarchizzata. In breve, si tratta di gestire - al minimo costo, monetario e sociale - masse crescenti di individui inutili al ciclo della produzione/consumo, senza che la consapevolezza soggettiva della propria inutilità ed impossibilità di accedere al consumo affluente inneschi soverchie tensioni sociali. Questo lo si ottiene tenendo la massa degli individui inutili ad un minimo livello di consumo, totalmente sovvenzionato dallo Stato, immersi in una realtà fittizia indotta dall' utilizzo obbligatorio di allucinogeni sintetici e di programmi di simulazione sensoriale. Si può sfuggire a questo destino, sottoponendosi - prima dell'età/soglia - ad un test, il cui superamento esonera dall'obbligo di drogarsi, ed apre la strada ad un'occupazione retribuita e ad un determinato livello di consumo consapevole. La permanenza nello status raggiunto non è garantita; gli esami si ripetono periodicamente e l'esito non può che essere o una promozione ad un livello superiore o il regresso al livello base, dal quale - è bene specificarlo - una volta entrati, non si esce più.
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