giovedì 21 maggio 2009

Identikit

Lo ammiro, perché delinque impunito.
Gli sono grato, perché chiama virtù i miei sordidi vizi, libertà gli squallidi reati che commetto ogni giorno, successo i penosi compromessi ai quali indulgo, saggezza la mia cieca ed illusa ignoranza, cultura la mia rivoltante volgarità, invidia il disgusto che ispiro ai  galantuomini.
Lo amo, perché  bolla e persegue come reato la disperazione dell'Altro, che tanto mi terrorizza.
Lo voto, perché il suo potere e la sua impunità sono promessa e garanzia del mio potere e della mia impunità.


Note:
Nel 1936 Mussolini è al colmo della sua popolarità. Il fascismo gode di un consenso enorme e spontaneo. Il 23 marzo di quell'anno, quattro mesi dopo l'entrata in vigore delle "inique sanzioni" viene varata l'autarchia;   Il 9 Maggio del 1936, con la caduta dell'Etiopia viene proclamato l'Impero. Leggiamo insieme il discorso pronunciato dal balcone di Palazzo Venezia.
 

Ufficiali! Sottufficiali! Gregari di tutte le Forze Armate dello Stato, in Africa e in Italia ! Camicie nere della rivoluzione ! Italiani e italiane in patria e nel mondo ! Ascoltate !

Con le decisioni che fra pochi istanti conoscerete e che furono acclamate dal Gran Consiglio del fascismo, un grande evento si compie: viene suggellato il destino dell'Etiopia, oggi, 9 maggio, quattordicesimo anno dell'era fascista.

Tutti i nodi furono tagliati dalla nostra spada lucente e la vittoria africana resta nella storia della patria, integra e pura, come i legionari caduti e superstiti la sognavano e la volevano. L'Italia ha finalmente il suo impero. Impero fascista, perché porta i segni indistruttibili della volontà e della potenza del Littorio romano, perché questa è la meta verso la quale durante quattordici anni furono sollecitate le energie prorompenti e disciplinate delle giovani, gagliarde generazioni italiane. Impero di pace, perché l'Italia vuole la pace per sé e per tutti e si decide alla guerra soltanto quando vi è forzata da imperiose, incoercibili necessità di vita. Impero di civiltà e di umanità per tutte le popolazioni dell'Etiopia.

Questo è nella tradizione di Roma, che, dopo aver vinto, associava i popoli al suo destino. Ecco la legge, o italiani, che chiude un periodo della nostra storia e ne apre un altro come un immenso varco aperto su tutte le possibilità del futuro:

  1. I territori e le genti che appartenevano all'impero di Etiopia sono posti sotto la sovranità piena e intera del Regno d'Italia.
  2. Il titolo di imperatore d'Etiopia viene assunto per sé e per i suoi successori dal re d'Italia.

Ufficiali! Sottufficiali! Gregari di tutte le forze Armate dello Stato, in Africa e in Italia! Camicie nere! Italiani e italiane!

Il popolo italiano ha creato col suo sangue l'impero. Lo feconderà col suo lavoro e lo difenderà contro chiunque con le sue armi.

In questa certezza suprema, levate in alto, o legionari, le insegne, il ferro e i cuori, a salutare, dopo quindici secoli, la riapparizione dell'impero sui colli fatali di Roma.

Ne sarete voi degni?

Questo grido è come un giuramento sacro, che vi impegna dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini, per la vita e per la morte!

Camicie nere! Legionari! Saluto al re!

Il 25 ottobre viene firmato il patto d'alleanza tra Italia e Germania nazista: nasce l'Asse.  Il 10 Giugno 1940 L'Italia entra in guerra a fianco della Germania. L'idillio tra Mussoli e gli italiani resta immutato fino all'armistizio con la Francia (24 giugno 1940) e comincia ad incrinarsi appena con le prime sconfitte sul fronte greco. Il 25 Luglio 1943 cade il fascismo, lasciando la maggioranza degli italiani orfani. Questo penoso stato è cessato recentemente.

Nessun commento:

Ultimissime UAAR

Networked Blogs